10.07.1999
SOHO svela i segreti del vento solare
La sonda dell'ESA spiega come si accelerano le particelle che pervadono il sistema solare


Gli scienziati impegnati a studiare il comportamento del Sole potrebbero aver risolto un altro problema di vecchia data sulla nostra stella. Lavorando sui dati raccolti prima da SOHO, la sonda solare dell'ESA, e poi dalla navicella Spartan 201 della NASA, i ricercatori hanno scoperto che il vento solare sciama dal Sole «cavalcando» le onde nell'atmosfera solare come un surfista.
Il fatto che questo plasma elettricamente carico - il vento solare, appunto - raggiunga una velocità di 3 milioni di chilometri all'ora nel lasciare la stella (il doppio della velocità prevista dalla teoria) era noto da anni. L'interpretazione di come ciò accada è la vera novità: «Le onde nell'atmosfera solare sono prodotte dalla vibrazione delle linee di campo magnetico del Sole» ha spiegato John Kohl, responsabile del gruppo che studia i risultati dell'Ultraviolet Coronal Spectrometer (UVCS), uno dei 12 strumenti a bordo di SOHO.
L'atmosfera solare esterna, chiamata anche corona, si vede dalla Terra solo durante un'eclissi totale, e appare come un velo luminoso intorno al disco nero della Luna. La corona è, in effetti, un plasma elettricamente carico che fluisce in tutto il sistema solare, fenomeno noto come vento solare. Le onde, invece, si formano a causa delle rapide vibrazioni dei campi magnetici nel plasma della corona. Sono dette onde magneto-idrodinamiche, e si ritiene che accelerino il vento solare. Gli elettroni e gli ioni positivi che lo costituiscono, infatti, sono costretti a muoversi lungo le invisibili linee di forza del campo magnetico della corona, dove percorrono una traiettoria a spirale.
«Il campo magnetico agisce come una corda di violino - ha commentato Ester Antonucci, dell'Osservatorio di Torino. - quando viene toccato, vibra. Quando il campo magnetico del Sole vira a una frequenza pari a quella del moto spirale delle particelle, si riscalda, producendo una forza che accelera le particelle in su e in gù, allontanandole dal Sole.»
«Anche se questa è una scoperta importante - conclude Steven Cranmer, dello Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics - ancora molte domande sono in cerca di una risposta. Le osservazioni hanno chiarito che particelle pesanti come gli ioni ossigeno “cavalcano” le onde, e si stanno anche raccogliendo prove che le onde sono responsabili dell'accelerazione degli ioni idrogeno. Ma occorrono altre osservazioni per esserne certi. Molti altri tipi di particelle, come l'elio, il secondo elemento più comune nel vento solare, non sno mai state osservate nella zona di accelerazione della corona, e occorrono anche nuove osservazioni per migliorare la nostra comprensione di come le onde interagiscano con il vento solare nel suo complesso.»
Ciò nondimeno, SOHO ha rivelato un altro dei misteri del Sole, il che - per Martin Huber, che dirige lo Space Science Department dell'ESA «è un trionfo.»

Marco Cattaneo

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